Il mese di febbraio 2026 si apre con un’altra importante novità che riguarda il rilascio della nuova generazione di applicazioni mobili enterprise made in Fastal.
L’attenzione da parte del nostro gruppo all’allora emergente mondo delle app per dispositivi smartphone e tablet destinate ad utenze enterprise risale al lontano 2010, quando è stato effettuato il primo significativo investimento per la realizzazione di un’app gestionale per l’automazione dei processi di raccolta del denaro da parte dei gestori di apparecchi AWP.
Il progetto ha dato vita al prodotto Gestorete, successivamente declinato in diverse varianti personalizzate, per le più importanti filiere del settore del Gioco Pubblico.
L’architettura scelta è stata basata su tecnologie emergenti, di tipo cross platform, con l’obiettivo di unificare in una singola code base lo sviluppo di app per i principali sistemi operativi mobili.
Dall’esperienza Gestorete sono state sviluppate numerose altre app destinate ad una utenza business, tra cui le più recenti soluzioni SmartAML.
Nel corso degli ultimi 15 anni il settore è evoluto in modo significativo, il mercato si è polarizzato attorno a due soli sistemi operativi leader, iOS di Apple e Android di Google, presente sul resto dei dispositivi mobili non Apple.
Il settore mobile è letteralmente esploso e oggi la connettività a larga banda è assolutamente pervasiva.
Contemporaneamente, l’evoluzione dei sistemi operativi ha subito una forte accelerazione, con rilasci continui di nuove release e nuovi requisiti di sicurezza e compatibilità.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una frequenza mai vista prima di deprecazione di framework e librerie software, con conseguenti problemi per il settore delle app mobili utilizzate in contesti enterprise.
Un’organizzazione che gestisce il deployment di una applicazione su migliaia di dispositivi non è organizzata per gestire la costante distribuzione di nuove release con frequenze così elevate.
Per tutti questi motivi, all’inizio dello scorso anno abbiamo deciso di investire nello sviluppo di una nuova architettura per le nostre app mobili, adeguata ai nuovi scenari operativi e di mercato.
Il risultato è stato il rilascio odierno dell’Architettura che abbiamo battezzato NOVA, Next-gen Optimized Versatile Application, e sulla quale è basata la nuova versione dell’app mobile Gestorete.
Il paradigma PWA
Uno degli elementi più significativi che caratterizza l’architettura NOVA è il paradigma PWA (Progressive Web Application), il nuovo standard che incarna l’evoluzione del web moderno rompendo il confine, sempre più sfumato, tra siti web e applicazioni mobili native.
Il termine “progressivo” riflette il concetto fondamentale del paradigma: le PWA funzionano per qualsiasi utente, indipendentemente dal browser utilizzato o dalle capacità del dispositivo, migliorando progressivamente le proprie funzionalità quando il browser e il dispositivo le supportano.
Se una funzionalità avanzata non è disponibile, gli utenti continuano a ricevere un’esperienza di base solida. Questo approccio di miglioramento progressivo consente di raggiungere chiunque, ovunque e su qualsiasi dispositivo con un’unica base di codice.
Funzionamento offline
Grazie ai service worker e al caching intelligente, le nostre nuove applicazioni NOVA continueranno a funzionare anche in assenza di connessione Internet o con connessioni instabili. La strategia di caching tipica delle PWA permette di memorizzare localmente risorse critiche e di servire contenuti anche quando la rete non è disponibile.
Notifiche push
Le applicazioni NOVA potranno inviare notifiche push agli utenti, mantenendoli informati e coinvolti anche quando l’applicazione non è attivamente in uso.
Interfacce responsive
Le Interfacce Utente, riprogettate secondo i moderni standard UX, si adatteranno perfettamente a qualsiasi dimensione di schermo e orientamento, funzionando su smartphone, tablet e desktop, di qualunque produttore, superando l’attuale limitazione che vede le app esclusivamente ottimizzate per la piattaforma Android.
Ogni app sarà fruibile nativamente o tramite browser web, ma l’interfaccia offrirà transizioni rapide e interazioni fluide, molto simili a quelle delle app native.
Aggiornamenti automatici
A differenza delle app native, le applicazioni NOVA grazie all’impiego del paradigma PWA si aggiorneranno continuamente e automaticamente a seguito di ogni apertura da parte dell’utente, garantendo sempre l’accesso alla versione più recente senza richiedere download manuali o gestione tramite MDM.
Perché questo chiude il problema di partenza
Conviene tornare al punto da cui siamo partiti, perché è lì che le proprietà appena elencate smettono di essere un catalogo e diventano una risposta.
Il problema non era che le app native funzionassero male: era che il ciclo di vita del software mobile ha smesso di essere compatibile con quello di un parco aziendale. Ogni deprecazione di un framework impone una nuova build, ogni nuova build impone una distribuzione, e una distribuzione su migliaia di dispositivi è un’operazione organizzativa prima che tecnica — va pianificata, comunicata, verificata dispositivo per dispositivo, e nel frattempo in campo convivono versioni diverse dello stesso applicativo.
Il paradigma PWA spezza questa catena in un punto solo, ma decisivo: l’aggiornamento smette di essere un evento distributivo e torna a essere un caricamento. L’utente apre l’applicazione e ha già l’ultima versione, senza che nessuno gliel’abbia mandata. Il parco dispositivi non va più governato, si allinea da sé.
Da qui discende il resto. Il funzionamento offline serve perché un’applicazione che vive sul web, senza rete, si fermerebbe; le interfacce responsive servono perché il parco non è più omogeneo e non lo sarà mai più; le notifiche push servono perché altrimenti un’applicazione web resta passiva e va aperta perché dica qualcosa. Prese una per una sono funzionalità. Prese insieme sono la condizione perché un applicativo enterprise possa vivere senza un ciclo di distribuzione.
Sicurezza e distribuzione
Le applicazioni NOVA rispettano i più recenti standard in tema di sicurezza e possono comunque essere distribuite in modo controllato attraverso i sistemi MDM aziendali, senza la complessità di configurazione richiesta dalle app puramente native.
Nella fase di transizione, però, l’MDM resta una via di riserva e non un canale ordinario: lo useremo soltanto nell’eventualità, poco probabile, di una patch urgente da spingere sui dispositivi senza attendere la successiva apertura dell’applicazione. Il canale normale è l’aggiornamento automatico — e la distanza fra i due è esattamente ciò che l’architettura è stata pensata per ottenere.
Che cosa si perde
Un’architettura che rinuncia al nativo rinuncia a qualcosa, e vale la pena dirlo con precisione invece di lasciarlo intuire.
La perdita riguarda le funzioni che dipendono direttamente dall’hardware del dispositivo, e nel caso di Gestorete se ne è presentata una concreta: la stampa delle ricevute su stampante termica portatile collegata via Bluetooth, che gli addetti usavano durante lo scassettamento.
La risposta non è stata cercare un aggiramento tecnico, ma cambiare il processo. Le ricevute sono state dematerializzate e vengono inviate per posta elettronica. L’operatore non porta più con sé una stampante, non ne gestisce rotoli né batteria, e la ricevuta arriva al destinatario in una forma archiviabile e ricercabile invece che su uno scontrino termico destinato a sbiadire.
Non la raccontiamo come una compensazione: è il caso, non garantito, in cui il vincolo dell’architettura ha suggerito una soluzione migliore di quella che sostituiva. Il criterio però resta, e va applicato ogni volta. Prima di portare un’applicazione su NOVA bisogna guardare quali sue funzioni nascono dall’hardware e decidere, per ciascuna, se il processo attorno può cambiare. Dove non può, il nativo resta la scelta giusta.
Lo stato del rilascio
Aggiornamento del 1° settembre 2026. La nuova versione di Gestorete basata su NOVA entra in produzione a partire da oggi, con un rilascio graduale sulla rete anziché con un passaggio unico.